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L'8 gennaio 1997 il Santo Padre Giovanni Paolo II approvò definitivamente i nuovi Statuti della Pontificia Accademia Mariana Internazionale, con i quali si riconobbe la personalità giuridica dell'Accademia nello Stato della Città del Vaticano, e si volle dare una nuova dinamica alle sue attività. Essi furono tradotti in otto lingue e vennero distribuiti tra i vari Soci come segno di un primaverile rinnovamento che apporta nuove prospettive di lavoro e collaborazione. In conformità ai nuovi Statuti si sono indette le elezioni per la formazione del nuovo Consiglio. Si sono ammessi nuovi accademici e si è preparato un Bollettino trimestrale, a carattere interno, per informare e mantenere i contatti con tutti i Soci. Questo cammino di ristrutturazione è stato sempre affiancato dalla preoccupazione data dai preparativi e le consulte per la celebrazione del prossimo Congresso nell'Anno Santo del 2.000, nel quale alla diocesi di Roma corrisponde un ruolo particolare, in unione con questa Accademia e l'Associazione Mariologica Interdisciplinare Italiana. In questo tempo, infatti, si sono iniziati i primi contatti con la Diocesi che ha già nominato un suo incaricato e con le Società Mariologiche per definirne il tema. Affiancato a tutto questo vi è il lavoro ordinario, che prevede la distribuzione del materiale, in diverse lingue, preparato per la stampa degli undici volumi corrispondenti agli atti dei Congressi Mariologici Internazionali di Huelva (Spagna - 1992) e Czestochowa (Polonia - 1996). La mancanza di disponibilità economica, principalmente, aveva causato il ritardo nella pubblicazione degli atti di Huelva. Dalla conclusione del Congresso di Czestochowa l'Accademia si è trovata impegnata nell'approfondire e preparare la pubblicazione ufficiale della dichiarazione dei teologi, richiesta dalla Santa Sede, sul problema delle petizioni riguardanti la proclamazione del dogma di Maria Mediatrice, Corredentrice e Avvocata (in Osservatore Romano 4 giugno 1997, p. 10). La dichiarazione riconosce che non è opportuno dare una risposta positiva, in quanto la dottrina mariologica di questi titoli non è ancora sufficientemente studiata perché i teologi si trovino d'accordo. La Congregazione per la Dottrina della Fede, reputandola come esperta in materia, chiese a questa Accademia di coinvolgere alcuni Soci per redigere alcuni articoli dottrinali che fossero pubblicati insieme a questa Dichiarazione con il fine di orientare i vescovi e i fedeli su una esatta comprensione del problema. I commenti fatti, che propongono una dottrina in sintonia con l'insegnamento del Magistero, si sono distribuiti per la pubblicazione in diverse lingue, e costituiscono una solida esposizione dottrinale sopra il tema della maternità spirituale di Nostra Signora e l'inopportunità oggi delle petizioni per un nuovo dogma mariano. Spetta ora all'Accademia continuare nella promozione e nell'approfondimento di questi studi, mettendo in guardia gli studiosi da ogni tipo di esagerazione o minimalismo teologico, realizzando così il mandato che gli era stato dato, con questo preciso fine, dal motu proprio Maiora in dies di Giovanni XXIII e riaffermato dal capitolo VIII della Lumen gentium (n. 67), e che caratterizza il nostro compito nella Chiesa. Altre attività, che fanno parte della ristrutturazione della PAMI, sono state la realizzazione della Biblioteca Mariana, interrotta nel passato, ma oggi ripresa con la collaborazione dei signori accademici, e l'aspetto ecumenico, che i nuovi Statuti ricordano, è che si è tenuto in considerazione al momento della designazione dei nuovi soci. Sono stati infatti ammessi, tra i nuovi membri della nostra Accademia, vari fratelli di diverse confessioni cristiane.
Dopo l'ultima riunione del Consiglio, del 27 aprile 97, la nostra Accademia conta 75 Soci Ordinari, 145 Soci Corrispondenti e 133 Soci Onorari per un totale di 353 Soci provenienti da 43 nazioni diverse.
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